Windows 8 è diverso. Lo è a metà o giù di lì.

Curioso di vedere cosa ha prodotto Microsoft in questi mesi, nelle scorse settimane ho sacrificato il portatile-muletto per installarci la versione beta del nuovo sistema operativo. Pardon: la “Consumer preview”. Dopo averla spupazzata per un po’, la prima sensazione è quella di avere a che fare con un ibrido che tenta di tenere il piede in due scarpe. Riuscendoci solo in parte.

Da un lato c’è la nuova interfaccia pensata per il touch, la sparizione del menu “Avvio”, l’arrivo della schermata “Start” che organizza le applicazioni sottoforma di rettangoli attivi e le applicazioni a tutto schermo in stile Metro. Tutto bello e pratico, se si ha in mano un tablet. Dall’altra c’è il classico desktop, stile Windows 7, che funziona né più né meno come siamo abituati a vedere da Windows 95 in avanti. Utile e facile da gestire per chi già oggi lavora con Windows e lo fa attraverso il mouse.  L’ibridazione è il risultato della strategia “senza compromessi” della Microsoft, che vuole produrre una versione di Windows capace di adattarsi a qualsiasi tipo di apparecchio elettronico: dal tablet al computer da ufficio. Due macchine che però hanno finalità e modo d’uso spesso molto diverse. E cosi sei tu come utente a dover fare uno sforzo d’adattamento, sia se installi Otto su tablet sia che lo si usi su pc. Insomma, il compromesso sul sistema senza compromessi lo deve trovare il cliente. Vabbé…

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Domande che ti fai, risposte che ti dai…

Installerei Windows 8? No, se non vi sono davvero costretto. Intanto perché lavoro spesso con computer fissi e portatili e in quel contesto Windows 7 mi piace di più: trovo che con Seven Microsoft abbia messo sul mercato qualcosa di semplice e al tempo stesso funzionale. La barra delle applicazioni (d’accordo, mutuata dal doc di Mac) è un’ottima idea mentre non so che farmene della sua evoluzione: lo start screen. Con Otto non mi piace poi per niene la costante sensazione di avere a che fare con un sistema operativo bifronte, con due grafiche e due modalità d’interazione totalmente diverse. Inutile prendersi in giro: Metro e desktop non si combinano, fanno a pugni.[/box]

Il 90% del tempo lo passi sul classico desktop

Ma partiamo dall’inizio. Windows 8, così come si presenta nella versione Consumer Review, è parecchio veloce ad avviarsi: nel test casalingo che ho messo in piedi ha impiegato tra i 7,9 e i 10,8 secondi a visualizzare la schermata di login, mentre Windows 7 per fare la stessa cosa ha dovuto macinare per 29,1 / 30,7. E questo nonostante fosse installato su un computer più potente. Non vi è dubbio che risultato è impressionante. Il fatto che Ubuntu 11.10 Desktop installato su virtual machine (quindi in condizioni non ideali per quanto riguarda la velocità) sia partito in 17 secondi (23 per Ubuntu 12.04 Beta 1), mi fa ridimensionare un po’ l’exploit del nuovo Windows.

Bene. Una volta capito che per partire davvero bisogna trascinare verso l’alto la foto di copertina, l’accesso al computer avviene tramite il proprio account Live.com a cui il computer è stato abbinato. In questo modo gli utenti possono ritrovare le stesse impostazioni su qualsiasi computer cui hanno accesso. L’uso  dello “start screen”, che ha sostituito il menu di avvio, è fluido e – sopresa! – è relativamente ben gestibile con il mouse; anche con un semplice touchpad (!). Meglio sarebbe comunque poter utilizzare il tocco, ma non su tutti i computer è possibile, compreso sul portatile che sto utilizzando per la prova. Interessante la possibilità di organizzare le tiles (le piastrelle colorate che danno accesso ai programmi) in gruppi a cui è possibile dare un nome. Ottima anche la possibilità di avere un quadro d’insieme dopo uno zoom a uscire. Meno utile del previsto le informazioni attive visualizzate sulle piastrelle: se ne vede una sola alla volta e, visto che ruotano, spesso quella visualizzata non è di nessun tipo d’interesse per l’utente.

Lo “start screen”, ovvero la nuova porta d’accesso a Windows 8 (immagine: Microsoft)

Va detto che in poco tempo ci si adatta ai cambiamenti introdotti da Otto; il fatto che per poter accedere al menu “Start” si debba semplicemente portare il mouse nell’angolo in basso a sinistra diventa in breve tempo una consuetudine acquisita, così come quella che permette di scorrere velocemente le applicazioni aperte portando il mouse nell’angolo in alto a sinistra. Andando in basso o in alto a destra appare invece la barra delle opzioni, che include la ricerca, le impostazioni, i comandi di condivisone, l’accesso veloce alla gestione dei dispositivi agganciati al pc.  Si tratta di comandi sensibili al contesto. Detta altrimenti: le icone sono sempre le stesse, ma a dipendenza di che applicazione si sta usando in quel momento, danno accesso a opzioni specifiche. È, per esempio, il caso dell’icona “impostazioni” : il disegno dell’ingranaggio dà accesso sia alle opzioni generali del computer sia a quelle specifiche dell’applicazione Metro in uso.

Durante il test, il 90% del tempo l’ho comunque passato sul vecchio desktop, con applicazioni in vecchio stile. La cosa non mi stupisce, considerando il fatto che Otto non è ancora sul mercato e che tutti i software disponibili (fatta eccezione per quei pochi già scaricabili dal Windows Shop) non sono ancora adattati allo stile Metro. Impiegato (quasi) solo attraverso il desktop Windows 8 funziona esattamente come Seven, con qualche miglioria nell’usabilità qua e là. Visto che Windows 8 è progettato per girare su molti tipi di sistemi, la possibilità di disporre su ognuno di questi – tablet compresi – del vecchio desktop e di tutte le applicazioni ad esso associabili è interessante.

Tutti i programmi che ho installato non mi ha creato particolari grattacapi, incluso LibreOffice e Photoshop.

I collegamenti alle applicazioni appaiano automaticamente nella schermata di avvio, da dove possono eventualmente essere tolti. Microsoft ha pure ripreso e perfezionato la funzione di ricerca delle applicazioni: una volta nello “start screen” basta iniziare a digitare parte del niome dell’applicazione che si vuole avviare per vederla apparire. La stessa procedura dà accesso sia alle impostazioni che ai file. Il sistema d’interazione non è però una novità: è molto simile a quanto avviene già in Vista e Seven schiacciando sul menu avvio e iniziando a digitare cosa si vuole trovare.

Difficile dire qualcosa invece sulle applicazioni in stile metro incluse con questa release: quasi tutte sono in versione “preview”. In generale si può dire che sono adatte a chi sul computer fa una cosa alla volta. Due al massimo, dal momento che è possibile affiancarne due. Chi invece è abituato a lavorare con più applicazioni visibili sullo schermo potrebbe invece trovarsi piuttosto male con il nuovo Windows. Ma, me ne rendo conto, sono davvero in pochi a accumulare finestre su finestre.

Buona l’impressione su Internet Explorer 10 in versione sia metro che desktop: il browser di casa Microsoft è veloce e reattivo. Interessante l’approccio della versione che strozza l’occhio al touch quando, sulla barra dell’indirizzo con l’intenzione di cambiare sito, visualizza preferiti e dei siti più visitati.

Con Otto assumino ancora maggiore impirtanza le combinazioni di tasti per dare dei comandi.

Spegnere il computer è la parte forse più intrigante. La prima volta che si deve trovare il comando è come fare la caccia al tesoro: una volta effettuato l’acceso, l’unico modo per imporre alla macchina di togliere corrente è attraverso il menu impostazioni. Sarà anche vero, come scrive Paul Thurrott, che nel 2012 ormai più nessuno spegne più i pc. Sarà anche vero che Windows 8 ha impostato per default lo standy, sarà anche vero che spegnere il computer “non è difficile, solo diverso”. Ma, caspita che fatica!

Sui tablet? Potenzialmente un successo. Ma il treno…

Windows 8 abbia un buon potenziale sugli apparecchi mobili e dotati di uno schermo sensibile al tocco. Molto meno sui computer fissi, anche se i progettisti hanno trovato un modo per rendere tutto sommato facile navigare con il mouse attraverso il nuovo schermo start e gestire le applicazioni a tutto schermo in stile Metro: non era facile, dal momento sono state progettato pensando ad una interazione a tocco.

Windows 8 è semplice e la semplicità dell’interfaccia diventa un fattore chiave sui tablet. È quindi probabile che il nuovo approccio di Windows 8 abbia la potenzialità per far male alla concorrenza. A patto che… A patto che il treno dei tablet non abbia già lasciato la stazione. Già, perché non basta avere un ottimo prodotto per sfondare, ma bisogna anche proporlo al momento giusto. Microsoft lo dovrebbe sapere bene, visto che è già arrivata in ritardo con Phone 7 entrato sul mercato quando Android e iOS avevano già fatto man bassa del mercato dei telefonini intelligenti. Il risultato? Attualmente Windows raschia il fondo della classifica: 1,5% di quota di mercato nell’ultimo trimestre del 2011, con un calo di 1,2 punti percentuali in un anno.

La storia potrebbe ripetersi dal momento che il tablet è attualmente pesantemente occupato da Apple e Android e non è affatto detto che vi sia ancora spazio per una terza via, se non in minima parte. Entro il 2015 gli esperti della ABI Research stimano che nel mondo saranno vendute più di 150 milioni di unità. La curva ascendente delle vendite dovrebbe stabilizzarsi ben presto e una volta a giunti a quel punto potrebbe essere difficile far cambiare idea alla gente: chi ha scelto Google continuerà con Android, chi ha scelto Apple si terrà iOS.

Meno bene sul Pc. Le aziende? È possibile che lo saltino…

Otto potrebbe avere qualche problema sul mercato PC. Per come la vedo io le aziende rischiano davvero di saltare a piedi pari questo ciclo di aggiornamento: troppo pochi i cambiamenti, troppo poco rilevanti per il contesto lavorativo, troppo difficili da gestire per i dipendenti. L’interfaccia progettata per il touch non aiuta certo in un ambiente dominato dal mouse. C’è poi da considerare (e qui non si offenda nessuno) che molte delle persone che lavorano regolarmente con i computer, soprattutto in ufficio, non son informatici esperti. Sono semplici utenti e, per di più,  estremamente abitudinari. Molti se non trovano l’icona là dove l’avevano lasciata il giorno prima, vanno letteralmente in panico, come sa bene chi si occupa di IT per aziende. Ora provate a immaginare di dover migrare tutta l’azienda da un concetto di desktop regolato da un menu “avvi”o e da una barra delle applicazioni a uno dominato da uno “start screen” a tutto schermo. Auguri! Sia per il tempo perso che per i costi.

Certo, come ha dichiarato a Inc.com Roger Kay – analista presso la Endpoint Technologies – molto dipenderà anche da quanto il mercato sarà stufo di dover pagare e gestire l’implementazione di nuovi Windows. Alcuni analisti, come Michael A. Silver  e Stephen Kleynhans  , addirittura consigliano alle imprese di starsene con Windows XP almeno per un anno oppure, se vogliono cambiare, di farlo passando a Sette. Windows 8? “È possibile che il successo di 7 finirà per determinarne una scarsa penetrazione nel mercato”, scrivono i due.

Certo, è vero: il mercato tablet è in crescita ed è molto allettante; guardare un po’ meno al mercato PC per Microsoft potrebbe quindi essere una buona mossa di riposizionamento. Ma anche no, se si calcola che ogni anno si vendono ancora oltre 300 milioni di PC (368 milioni previsti per il 2012). Nel mondo ne sarebbero in uso oltre 1,6 miliardi. Un bacino dove sino ad ora Microsoft ha pescato molto, facendo la sua fortuna. D’accordo alcuni di questi saranno sostituiti da tablet, ma di sicuro non tutti e non subito (ricordate le previsioni per i 2015? 150 milioni di tablet.fa apparire un elenco dei preferiti e dei siti più visitati quando si clicca, la metà dei PC venduti annualmente nel 2011). Ad avere un ciclo d’aggiornamento più conservativo sono di solito le aziende, là dove Microsoft in generale domina. Proporre un sistema operativo pensato per il touch quando il proprio mercato primario sta nei computer fissi potrebbe davvero rivelarsi un autogol clamoroso (ne parlavo anche su Refresh non più tardi di novembre). C’è però anche chi è convinto del contrario. David Johnson per esempio individua la chiave del successo aziendale di Otto nella possiblità di maggiore integrazione di più strumenti: tablet, PC e telefonini. È inoltre vero che Microsoft ha sempre detto di voler puntare in particolare all’utenza privata, sperando che le aziende seguano di conseguenza.  Sarà…

Ah. un’ultima cosa, la non importante, quella più frivola e che non c’entra niente: il logo di Windows 8 è orrendo. Ma questa è un’opinione davvero tanto soggettiva. E poi si sa: alla fine ci si abitua a tutto. Compreso Windows 8.

Il nuovo logo di Windows e una sola domanda: perché? (immagine: Microsoft)

2 riflessioni su “Windows 8 e mezzo

  1. ovviamente tutto giusto. tutto corretto. tutto condivisibile.
    anzi, sei stato troppo diplomatico e di manica larga nel non dire che a sto giro si ripeterà la storia di vista. un os flop che si salterà a piè pari. a livello desktop intendo.
    ma alla fine purtroppo hai toppato alla grande.
    solo per lo stile e la bellezza del nuovo logo, accetterò ogni schifezza e scomodità che windows 8 porterà sui nostri pc.
    essenziale, pulito.
    in una parola, retrofuturo.

    1. De gustibus non est disputandum, naturalmente. Ma anche se avessi adorato il nuovo logo, non sceglierei comunque questa versione di Windows solo per quello. Lo stile e la bellezza di un sistema operativo, secondo me, passano prima di tutto dall’usabilità e dalla praticità (che, intendiamoci, deve comprendere anche la grafica). Il resto è un surplus, se va bene. Sennò è solo marketing.

      P.S. Il retrofuturo? Per come la vedo: andate in pace, la fantasia è finita: si sdogana il vecchio come nuovo. Detta altrimenti: si scopiazza quello che esisteva (e si è dimenticato) perché non si è più capaci di immaginare. Sarà per questo che Hollywood sforna quasi solo prequel e remake?

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